Capo Milazzo!

Capo Milazzo!

tra vento, pietra e macchia mediterranea


Alle 7:04 del mattino il promontorio di Capo Milazzo era ancora quasi deserto.

Andrea lasciò l’auto vicino al sentiero e iniziò a camminare lentamente verso la costa.
L’aria aveva quell’odore preciso di terra secca, sale e piante selvatiche che appartiene soltanto alla Sicilia.

Davanti a lui il mare era immobile.
Le Isole Eolie sembravano sospese all’orizzonte dentro una foschia chiarissima.

Capo Milazzo non è il posto che ti aspetti.

Non cerca di stupire con il lusso.
Lo fa con il silenzio.

Scese lungo il sentiero verso la Piscina di Venere mentre il sole iniziava lentamente a scaldare le rocce bianche della costa.


Il rumore delle onde rimbalzava contro gli scogli.
Qualcuno faceva il bagno presto.
Un pescatore sistemava le reti vicino alla riva.

Per il resto, quasi niente.

Solo vento.

Verso mezzogiorno raggiunse il borgo marinaro.

Barche consumate dal sole, tavolini all’aperto e il profumo del pesce appena cucinato che usciva dalle piccole trattorie vicino al porto.

Pranzò lentamente senza guardare l’orologio.

In Sicilia succede spesso.
Le giornate smettono di avere fretta.

Nel pomeriggio visitò il Castello di Milazzo mentre il cielo diventava sempre più chiaro sopra la costa.





Dall’alto il mare sembrava infinito.

La sera tornò nel suo appartamento Agaphouse.

Le stanze grandi e luminose conservavano ancora il fresco della giornata.
Il tavolo in ferro battuto, le luci calde della casa rendevano tutto più lento.

Aprì le finestre lasciando entrare l’aria della sera.

Dopo un’intera giornata tra sole, vento e mare, ritrovare spazio e tranquillità sembrava la conclusione perfetta.


Vivi questa giornata.
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